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Editoriale
28 settembre 2018
di Eugenio Leopardi
Rif. rivista N7 NUOVO COLLEGAMENTO 2018
LA POLITICA, IL SSN E LA FARMACIA

Mentre scrivo questo editoriale, mancano pochi giorni all'apertura dei lavori della quinta edizione di FarmacistaPiù, la manifestazione voluta dalla Fofi, dalla Fondazione Cannavò e da Utifar per dare risposte concrete ai farmacisti. Sarà una due giorni ricca di approfondimenti, riflessioni e opportunità di confronto tra colleghi e con i maggiori esperti del settore sui temi più caldi del momento.
Si parlerà di reti di farmacie per affrontare la sfida dell'ingresso dei capitali, di digitalizzazione della farmacia, di specializzazione nei differenti settori che compongono l'offerta al pubblico e si farà il punto sulla farmacia dei servizi. Ma si parlerà anche di politica, visto il particolare momento che vede una nuova alleanza di Governo fare i suoi primi passi sotto gli occhi attenti dell'Europa e, prima ancora, dei cittadini italiani. A 40 anni esatti dall'istituzione del nostro Servizio sanitario nazionale, riconosciuto come uno dei migliori (se non il migliore) mai realizzato, i prossimi passi del Governo acquisiranno un'importanza ancora più rilevante. Il titolo di questa edizione di FarmacistaPiù è indicativo di quanto queste questioni ci stiano a cuore: "Il paziente, il farmacista, la farmacia e l'alleanza interprofessionale per la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale".
Un occhio alla professione e l'altro alla politica, perchè siamo consapevoli che il nostro futuro dipende anzitutto dalle scelte di sviluppo e di gestione della sanità pubblica. E le premesse, devo dirlo, sono più che positive, visto che il premier Giuseppe Conte sembra essere pienamente consapevole dell'importanza
di preservare un sistema universalistico contro le minacce provenienti da più parti e che, nei precedenti Governi a guida Pd, hanno spesso trovato un terreno fertile rispetto a cambiamenti a mio avviso affrettati e pericolosi.
Già nel suo discorso di insediamento, tenuto lo scorso 5 giugno al Senato in occasione del richiesta della Fiducia, il premier Conte rimarcava l'importanza di: "Tornare ad investire nella sanità pubblica, invertendo l'attuale tendenza sancita nel Def, che vede la spesa sanitaria scendere rispetto al Pil nei prossimi anni".
Un'inversione di tendenza importante, ribadita anche lo scorso 17 settembre in occasione di una riunione a Roma presso l'Oms con alcune dichiarazioni nelle quali Giuseppe Conte ha ribadito la linea che caratterizzerà l'azione del Governo in sanità: "Vogliamo che tutti i cittadini siano in condizione di esercitare il diritto di essere curati. Questo ci impegna a lavorare molto intensamente e, non a caso, anche nel contrattato di governo è puntualmente precisato che è prioritario preservare l'attuale modello di gestione del Servizio Sanitario per garantire equità nell'accesso alle cure e uniformità dei livelli essenziali di assistenza".
Personalmente, credo che preservare l'attuale modello sanitario, apportandovi le dovute migliorie, ma senza stravolgerne lo spirito, sia un bene per i cittadini. Inoltre, un sistema universalistico nel quale l'accesso ai servizi sanitari sia garantito come diritto a tutti i cittadini pone la farmacia al centro, evitando che un liberismo indiscriminato scardini un sistema, come quello della distribuzione territoriale dei farmaci (di tutti i farmaci) che rappresenta la migliore valorizzazione della farmacia e della professionalità dei farmacisti. In un servizio sanitario che funziona secondo i principi universalistici con il quale è stato ideato, in linea con i principi costituzionali e ancorato alla nostra cultura, la farmacia trova una collocazione centrale nella quale, accanto alla distribuzione farmaceutica, possono essere valorizzati i servizi, la prevenzione primaria e i consigli sugli stili di vita e sull'alimentazione. Lo facciamo già, quotidianamente. Ma è chiaro che integrare queste attività, svolte spesso individualmente, all'interno di un servizio farmaceutico che segua un'evoluzione costruttiva e non, come è avvenuto, un lento smantellamento dei suoi valori, rappresenta una grande opportunità che la farmacia deve cogliere. Oggi. Perchè di reti abbiamo bisogno, è vero. Ma la grande rete nella quale le farmacie devono essere valorizzate è proprio quella del Ssn. Appuntamento, a Roma, quindi, per il 12 e 13 ottobre.
Eugenio Leopardi

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