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Editoriale
03 marzo 2017
di Eugenio Leopardi
Rif. rivista N2 2017 Nuovo Collegamento
L’innovazione passa dalla tecnologia, ma non solo

Siamo alle porte di FarmacistaPiù, il Congresso dei farmacisti italiani che vede Utifar, Fofi e Fondazione Cannavo' impegnati per offrire nuovi temi di riflessione e discussione alla categoria.
Il titolo dell'edizione 2017 è: "La professione tra innovazione e politiche della salute per lo Stato e il mercato". I lettori di Nuovo Collegamento non avranno difficoltà a riconoscere nella parola "innovazione" uno dei principali temi proposti da Utifar nel corso di questi ultimi anni. A FarmacistaPiù, Utifar parlerà, sabato pomeriggio, proprio di innovazione con relatori di alto prestigio. Siamo infatti da sempre convinti che la Farmacia debba innovarsi per riconquistare un ruolo di primaria importanza nella sanità italiana. Se il mercato tende ad accentrare verso i grandi capitali quanto più riesce a raccogliere in ogni ambito che interessi il commercio e mentre la politica è da tempo attraversata da differenti moti liberisti che minano un sistema radicato come il nostro, non possiamo permettere di essere scavalcati dalla cosa che meglio di altre potremmo governare: la tecnologia. Non ci stanchiamo di dirlo, noi di Utifar, che la tecnologia deve essere al servizio della salute del cittadino e che noi farmacisti dobbiamo essere il riferimento umano e professionale anche sapendo innovare le nostre competenze e i nostri servizi in funzione di quanto la tecnologia offre. Invece, rischiamo di rincorrere anche l'innovazione tecnologica. E' notizia di pochi giorni fa che l'azienda elvetica Leman Micro Device ha presentato un sensore integrabile negli smartphone in grado di fornire, con accuratezza medica, parametri come la pressione sanguigna, la temperatura del corpo, la saturazione dell'ossigeno, la frequenza cardiaca, e la velocità di respirazione. Tutte e cinque le misure possono essere eseguite in qualunque luogo e momento in meno di 60 secondi seguendo le istruzioni sullo schermo e senza bisogno di particolari accessori o calibrazioni preliminari. La Fda ed altri enti regolatori internazionali stanno valutando il dispositivo. Questa è solo l'ultima, in ordine di tempo, di una serie infinita di innovazioni in ambito salute che non tarderanno ad essere disponibili.
La domanda che dobbiamo porci, con grande onestà intellettuale, è la seguente: queste innovazioni ci fanno paura? Oppure le attendiamo con curiosità?
Il mondo cambia con una velocità sorprendente. Se noi siamo ancora, culturalmente, legati al negozio tradizionale, inteso come luogo fisico dove recarci per ricevere prodotti, servizi e informazioni; i nostri figli sono già figli di Amazon. Comprano anche le patatine online e, se al loro arrivo non avranno voglia di cibo salato, Amazon non tarderà a restituire la cifra spesa. Una delle principali catene della grande distribuzione italiane sta mandando in onda uno spot all'interno dei propri punti vendita dicendo qualcosa come: "non sprecate il vostro tempo libero per fare la spesa, visitate il nostro sito on line".
Questo cambiamento non va semplicemente rincorso per paura che ci superi: va determinato offrendo alternative migliori. La tecnologia non è unicamente al servizio di queste nuove forme di commercio: è al servizio di chiunque la sappia cogliere e incanalare nelle proprie strade.
Oltre la tecnologia, altro elemento che determina il cambiamento è la mentalità, ovvero quelle innovazioni sociali e culturali che da sempre accompagnano il trascorrere delle generazioni.
Nemmeno rispetto a questo cambiamento, noi farmacisti, oggi, siamo in grado di tenere il passo.
Pochi giorni fa, a Madonna di Campiglio, nell'ambito della settimana Utifar Neve, la farmacologa Luigia Trabace ha illustrato ad una platea attonita di colleghi gli utilizzi, diciamo, "off label" di alcune molecole che vendiamo in grandi quantità. Mentre i nostri ragazzi utilizzano il ketoprofene, la benzidamina, il pragabalin, la pseudoefedrina e molti altri farmaci per preparare mix "da sballo", noi continuamo a chiederci se è giusto vendere gli Otc nei distributori automatici o se la fascia C, prima o poi, uscirà dal canale. Anche questa, purtroppo, è innovazione e anche questo l'uso non appropriato di questi medicinali lo dobbiamo conoscere a fondo, se vogliamo conservare ed evidenziare il nostro ruolo sul territorio.
Il progresso non si ferma, sia esso tecnologico o comportamentale, sta a noi dimostrare che, come si suol dire, stiamo al passo con i nostri tempi.

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