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USO IN DEROGA DEL MEDICINALE VETERINARIO
Prescrizione del medicinale veterinario per animali d’affezione in condizioni ordinarie
In condizioni standard, la prescrizione del medicinale veterinario destinato agli animali d’affezione segue un principio di appropriatezza ben definito: il medico veterinario deve utilizzare un medicinale autorizzato (AIC) per una determinata specie animale e per una specifica indicazione terapeutica. Questa scelta si fonda su solide basi scientifiche, in quanto il medicinale ha superato un iter autorizzativo che ne ha dimostrato qualità, sicurezza ed efficacia per quello specifico impiego. Inoltre, l’utilizzo conforme all’AIC consente una maggiore tracciabilità e un controllo più efficace del rischio, aspetti particolarmente rilevanti anche per il farmacista in fase di dispensazione.
Tuttavia, la realtà clinica veterinaria presenta frequentemente situazioni in cui non esistono medicinali autorizzati per una determinata specie o patologia, oppure questi non sono temporaneamente disponibili sul mercato. In tali circostanze, il veterinario si trova nella necessità di individuare soluzioni alternative, nel rispetto della normativa.
Uso in deroga: definizione e finalità
L’uso in deroga rappresenta un’eccezione regolamentata alla prescrizione ordinaria. È previsto dal Regolamento (UE) 2019/6 e consente al medico veterinario di utilizzare un medicinale al di fuori delle indicazioni autorizzate, quando non esistono valide alternative terapeutiche autorizzate per quella specifica situazione clinica. L’obiettivo primario è evitare sofferenze inutili all’animale, garantendo comunque un intervento terapeutico adeguato. Tuttavia, questa possibilità comporta un’assunzione diretta di responsabilità da parte del veterinario prescrittore, che deve motivare la scelta e rispettare una precisa gerarchia decisionale: la cosiddetta cascata prescrittiva.
La cascata prescrittiva: struttura e applicazione
La cascata prescrittiva è un percorso decisionale strutturato che guida il veterinario nella scelta del medicinale in assenza di un prodotto autorizzato specifico.
Si tratta di una sequenza di scelte terapeutiche che, semplificando, si può riassumere come segue:
- in prima istanza si utilizzano medicinali veterinari autorizzati anche per altre specie o indicazioni;
- in mancanza di tali medicinali veterinari, si possono usare farmaci ad uso umano;
- come ultima opzione, si ricorre a preparazioni galeniche.
Questo sistema consente al veterinario di avere maggiore flessibilità terapeutica, sempre nel rispetto della legge e del benessere animale.
Nello specifico, la cascata prescrittiva prevede che:
1) qualora non esistano medicinali veterinari autorizzati in uno Stato membro per un’indicazione riguardante una specie animale, il veterinario responsabile può trattare in via eccezionale l’animale con:
a) un medicinale veterinario autorizzato nello Stato membro interessato o in un altro Stato membro per l’impiego nella stessa specie o in un’altra specie animale per la stessa indicazione o per un’altra indicazione;
b) in mancanza di un medicinale veterinario di cui alla lettera a), un medicinale per uso umano autorizzato;
c) in mancanza di un medicinale di cui alle lettere a) o b), un medicinale veterinario preparato estemporaneamente, conformemente ai termini di una prescrizione veterinaria.
2) A eccezione dei medicinali veterinari immunologici, qualora non sia disponibile un medicinale di cui al paragrafo 1, il veterinario può trattare in via eccezionale l’animale con un medicinale veterinario autorizzato in un paese terzo per la stessa specie animale e la stessa indicazione.
Implicazioni pratiche per il Farmacista
L’applicazione della cascata prescrittiva non riguarda esclusivamente il medico veterinario, ma coinvolge direttamente anche il farmacista, che deve:
• verificare la conformità della prescrizione, accertando che l’uso in deroga sia giustificato;
• garantire una dispensazione appropriata, soprattutto nel caso di farmaci ad uso umano destinati ad animali;
• gestire correttamente le preparazioni galeniche, nel rispetto delle norme tecniche e di qualità;
• contribuire alla farmacovigilanza, segnalando eventuali reazioni avverse o inefficacia terapeutica.
Inoltre, il farmacista rappresenta un importante punto di riferimento per il proprietario dell’animale, fornendo indicazioni chiare sull’uso corretto del medicinale, modalità di somministrazione e conservazione.
Conclusioni
L’uso in deroga e la cascata prescrittiva costituiscono strumenti indispensabili nella pratica veterinaria, permettendo di colmare eventuali lacune terapeutiche e garantire il benessere animale anche in situazioni complesse.
Per il farmacista, conoscere e comprendere a fondo questi meccanismi non è solo un obbligo normativo, ma anche un’opportunità per valorizzare il proprio ruolo sanitario all’interno della filiera veterinaria.
Una collaborazione efficace tra medico veterinario e farmacista, basata su competenze condivise e rispetto delle responsabilità reciproche, rappresenta infatti la chiave per assicurare un uso razionale e sicuro del farmaco, anche in condizioni non standard.




