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IL LINGUAGGIO DELLA VITA
La medicina dei sistemi è un approccio interdisciplinare che considera il corpo umano non come una somma di organi o molecole isolate, ma come un sistema integrato costituito da più livelli (geni, proteine, cellule, tessuti, organi, ambiente) che interagiscono tra loro in modo complesso e dinamico.
In altre parole, anziché studiare una singola componente biologica (ad esempio un gene o una proteina) in modo esclusivo, la medicina dei sistemi mira a comprendere le reti di interazione, i “circuiti” biologici, i feedback, e come tutti questi elementi contribuiscano all’equilibrio o allo squilibrio dell’organismo.
In questo contesto, i dati provenienti dalle scienze omiche assumono un ruolo fondamentale perché consentono di osservare simultaneamente molti parametri biologici e di integrarne l’informazione.
Si tratta di un approccio complesso e, forse per questo, è stato spesso trascurato nella medicina moderna, che ha privilegiato per decenni un approccio riduzionistico, basato sul controllo dei singoli meccanismi molecolari.
Ma la vita, come sanno bene i farmacisti e i ricercatori più attenti, è qualcosa di più: è interazione, rete, equilibrio dinamico.
Da questa consapevolezza nasce UNIBIOS, l’inedita collaborazione tra l’Università degli Studi di Perugia e Bios-Therapy – Physiological Systems for Health S.p.A., spin-off del gruppo Aboca fondato dal Cav. Valentino Mercati.
Di recente presentata alla stampa, questa alleanza tra pubblico e privato si inserisce all’interno di un nuovo paradigma nella ricerca biomedica: un modello che si prefigge di coniugare scienze omiche, intelligenza naturale e medicina personalizzata, nel rispetto dei principi di One Health e sostenibilità sanitaria.
Una visione sistemica della salute
Come ha sottolineato in sede di presentazione dell’iniziativa alla stampa Vincenzo Nicola Talesa, direttore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e firmatario dell’accordo esecutivo, “l’università conserva la sua missione di didattica, ricerca e terza missione, ma trova nella collaborazione con realtà eticamente ispirate come Bios-Therapy l’occasione di integrare saperi diversi per una visione più ampia dell’essere umano”.
Una visione, dunque, non più centrata solo sulla malattia, ma sulla persona nella sua interezza, dove il metabolismo, le reti cellulari, l’ambiente e la dimensione sociale concorrono a definire la salute.
UNIBIOS intende muoversi proprio su questo confine: trasformare la conoscenza biologica in tecnologie applicabili, in grado di migliorare la sostenibilità dei sistemi sanitari e di ridurre il divario tra scienza di laboratorio e bisogni reali della popolazione.
Dalla complessità alla pratica clinica
A dare sostanza al progetto UNIBIOS non sono solo le dichiarazioni d’intenti, ma i primi risultati già ottenuti sul campo.
Due trial clinici condotti presso l’Università di Perugia - uno coordinato da Patrizia Mecocci nell’ambito del Mild Cognitive Impairment e l’altro da Auro Caraffa sull’osteoartrosi del ginocchio - hanno infatti fornito evidenze positive sull’efficacia di approcci fisiologici e integrati, capaci di agire sul riequilibrio dei sistemi biologici più che sul semplice contrasto del sintomo.
Come sottolinea la professoressa Mecocci, “la geriatria insegna che non si cura un organo, ma una persona. Oggi viviamo più a lungo, ma con troppi anni in cattiva salute. La medicina dei sistemi e le scienze omiche ci permettono di ristabilire l’equilibrio individuale, osservando come ciascun organismo risponde alle sollecitazioni terapeutiche”.
In questa prospettiva, la ricerca non si limita più a validare un principio attivo, ma a misurare la capacità dell’organismo di ritrovare stabilità, aprendo la strada a una medicina realmente personalizzata e sostenibile.
Un laboratorio per la salute sostenibile
L’accordo tra l’Ateneo perugino e Bios-Therapy non è dunque un semplice partenariato, ma un laboratorio istituzionale e scientifico per un’evoluzione sanitaria sostenibile, come previsto dalle nuove indicazioni europee che promuovono l’armonizzazione tecnica e l’uso responsabile delle biotecnologie.
UNIBIOS si propone di dare risposte concrete al crescente squilibrio tra costi sanitari e benefici terapeutici, puntando su sostanze bioattive naturali e su trial clinici longitudinali personalizzati (N=1), per una medicina che sappia essere realmente “su misura”.
Il ruolo del farmacista nella medicina dei sistemi
Per il mondo della farmacia, questo nuovo scenario apre prospettive significative.
La medicina dei sistemi richiede professionisti capaci di leggere i segni dell’organismo nel suo insieme, di comprendere la fisiologia integrata e di orientare il cittadino verso scelte consapevoli di salute.
In questo senso, il farmacista può diventare un interlocutore privilegiato della ricerca traslazionale, ponte tra biologia dei sistemi, scienze omiche e medicina territoriale.
Cosa si intende per “scienze omiche”
Le scienze omiche (dal suffisso inglese -omics, che indica l’insieme completo di qualcosa) sono quelle discipline che studiano globalmente - e non in modo isolato - le componenti biologiche di un organismo.
Il loro obiettivo è capire come le diverse molecole interagiscono tra loro nel determinare la salute o la malattia, superando la visione tradizionale “a singolo bersaglio”.
In altre parole, mentre la biologia classica tendeva a studiare una proteina, un gene o una molecola per volta, le scienze omiche osservano tutto il sistema:
• Genomica → studia l’insieme dei geni e le loro variazioni.
• Trascrittomica → analizza quali geni vengono effettivamente “accesi” o “spenti”.
• Proteomica → osserva le proteine espresse e le loro modifiche funzionali.
• Metabolomica → valuta i metaboliti, cioè le piccole molecole prodotte dalle reazioni biochimiche dell’organismo.
• Microbiomica → studia le comunità microbiche (come il microbiota intestinale) e il loro dialogo con l’organismo umano.
Queste discipline, integrate tra loro, consentono di fotografare l’organismo nel suo insieme, cogliendo le relazioni dinamiche tra geni, proteine, metaboliti e ambiente.
È un approccio che conduce verso la medicina dei sistemi, la medicina di precisione e la personalizzazione terapeutica.




