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FARMACIA DEI SERVIZI: DALL’ANALISI DEI DATI ALLA REALIZZAZIONE DI UN FORMAT PERFORMANTE
I numeri più recenti confermano che la domanda di servizi in farmacia esiste ed è in crescita. Nel 2025, secondo i dati diffusi da Federfarma, le prestazioni di telemedicina erogate nelle farmacie italiane - elettrocardiogrammi, Holter cardiaci e Holter pressori - hanno raggiunto 1.162.182 esami, con un incremento del 28% rispetto all’anno precedente.
Già nel 2024 erano state realizzate quasi un milione di prestazioni in oltre 11.000 farmacie. Ma il dato più rilevante, dal punto di vista sanitario, è la capacità di intercettazione: più di 116.000 esami avevano evidenziato anomalie e circa 5.000 casi erano risultati sufficientemente gravi da richiedere l’invio allo specialista o al Pronto Soccorso. Non siamo quindi di fronte a un’attività accessoria, ma a una rete capillare capace di produrre informazioni clinicamente utili e di alleggerire, almeno in parte, il carico delle strutture ospedaliere.
La stessa evoluzione emerge nell’area della prevenzione. Il 7° Rapporto annuale sulla farmacia, promosso da Cittadinanzattiva e Federfarma, mostra come la partecipazione delle farmacie allo screening del tumore del colon-retto sia passata dal 18% del 2018 a circa il 79% nel 2024.
Oltre il 70% delle farmacie coinvolte dichiara inoltre di offrire servizi di telemonitoraggio della pressione arteriosa. Il rapporto evidenzia anche che la percentuale di farmacie coinvolte nella sperimentazione della Farmacia dei Servizi, che nei primi anni oscillava intorno al 60%, negli ultimi due anni ha superato il 70%. Sono indicatori che descrivono una professione disponibile a cambiare, ma anche un sistema ancora disomogeneo, nel quale il potenziale non viene espresso con la stessa intensità in tutti i territori e in tutte le strutture.
La disomogeneità è uno dei nodi principali. Esistono farmacie che hanno costruito un vero modello di presa in carico, con personale formato, spazi dedicati, agenda delle prestazioni, protocolli condivisi, comunicazione al pubblico e monitoraggio dei risultati; altre, invece, hanno introdotto singoli servizi senza integrarli nell’organizzazione quotidiana. Nel primo caso il servizio diventa riconoscibile, genera fiducia, fidelizzazione e continuità. Nel secondo rischia di restare episodico, affidato alla disponibilità del momento o alla buona volontà di un singolo collaboratore. Il tema, quindi, non è stabilire chi “offre più servizi”, ma comprendere chi riesce a farli funzionare meglio e in modo ripetibile. Le realtà più performanti condividono alcuni elementi precisi. Prima di tutto analizzano il bacino di utenza: età media, prevalenza delle patologie croniche, domanda di prevenzione, distanza dai principali servizi diagnostici, tempi di attesa e abitudini della popolazione. In secondo luogo misurano i dati interni: numero di prestazioni per tipologia, tasso di riutilizzo, percentuale di appuntamenti non presentati, tempo medio di erogazione, conversione dalla prestazione alla consulenza, prodotti o percorsi correlati e livello di soddisfazione del paziente.
Infine assegnano ruoli chiari. Un servizio senza un responsabile, senza procedure e senza una verifica periodica non è un processo: è soltanto una possibilità teorica.
Il margine di potenziamento è ancora ampio.
Telemedicina, screening oncologici, vaccinazioni, autoanalisi, test diagnostici, monitoraggio dei parametri, supporto all’aderenza terapeutica, prenotazioni e consulenze specialistiche possono essere organizzati in percorsi coerenti e non come prestazioni isolate.
Un Holter pressorio, per esempio, può diventare l’ingresso a un programma di monitoraggio cardiovascolare; uno screening può essere accompagnato da educazione sanitaria e follow-up; una vaccinazione può aprire un dialogo più ampio sulla prevenzione.
Anche le aree di consiglio, dalla nutrizione alla dermocosmesi fino alla cabina estetica, acquistano valore quando sono inserite in un modello professionale: valutazione del bisogno, raccolta delle informazioni, proposta personalizzata, documentazione, controllo dei risultati e richiamo periodico.
La cabina estetica rappresenta un esempio particolarmente interessante. Se utilizzata soltanto come spazio promozionale, rischia di rimanere marginale. Se invece viene progettata come ambiente consulenziale, può integrare analisi della pelle, definizione della beauty routine, trattamenti non invasivi consentiti, educazione all’uso corretto dei prodotti e follow-up. Il farmacista mantiene il presidio scientifico e consulenziale, mentre eventuali figure specializzate operano entro ruoli e limiti di competenza ben definiti. La qualità nasce dalla chiarezza: chi valuta, chi esegue, chi consiglia, chi registra il percorso e chi verifica il risultato. È qui che la formazione diventa decisiva. Non basta conoscere lo strumento o saper eseguire tecnicamente una prestazione. Servono competenze di relazione, capacità di spiegare il significato del servizio, gestione delle obiezioni, orientamento al risultato, conoscenza dei limiti professionali e capacità di lavorare in squadra. Una farmacia che investe soltanto in tecnologia, senza investire nelle persone e nei processi, difficilmente riesce a valorizzare pienamente l’investimento. Al contrario, una squadra preparata può trasformare anche un servizio semplice in un’esperienza sanitaria autorevole e riconoscibile.
La vera rivoluzione della Farmacia dei Servizi passa quindi dall’analisi dei dati e dalla costruzione di un format performante. Significa scegliere le prestazioni coerenti con il territorio, definire obiettivi misurabili, organizzare spazi e tempi, formare il personale, comunicare in modo corretto e verificare periodicamente i risultati. Il dato non deve essere letto soltanto come volume economico, ma come indicatore di qualità, continuità e capacità di generare salute.
Il futuro premierà le farmacie che sapranno unire prossimità e metodo, tecnologia e relazione, servizi e consulenza.
Non la farmacia che offre tutto, ma quella che sa perché offre un determinato servizio, a chi lo propone, come lo eroga e quale risultato intende produrre.
FONTI
• Federfarma, “Telemedicina in farmacia, superato il milione di prestazioni”, 22 aprile 2026.
• Federfarma, dati 2024 su ECG, Holter cardiaco e Holter pressorio: oltre 11.000 farmacie, più di 116.000 anomalie rilevate, circa 5.000 gravi.
• Cittadinanzattiva–Federfarma, 7° Rapporto annuale sulla Farmacia, edizione 2024.
• Ministero della Salute, Legge di bilancio 2025: proroga e finanziamento della sperimentazione della Farmacia dei Servizi.




