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LE VIRTU' DEL MELOGRANO

La correlazione tra il consumo di melograno ed il diabete emerge dal lavoro di Katz e colleghi...
03 marzo 2018
di Matteo Micucci
Rif. rivista N2 NUOVO COLLEGAMENTO 2018
LE VIRTU' DEL MELOGRANO
La prevenzione e il trattamento del diabete costituiscono una priorità nella ricerca scientifica del settore medico e farmaceutico. In questo contesto sono stati proposti diversi estratti vegetali, talune volte riconosciuti come sicuri e facilmente reperibili. Inoltre la folk medicine elenca una pletora di benefici in riferimento ad un ventaglio allargato di sostanze di provenienza vegetale, siano esse provenienti dalle foglie, dai frutti, dai fiori, dalla corteccia, dalle radici. I botanicals in tale contesto riguardano piante terrestri e piante marine. In questa revisione della letteratura desidero focalizzarmi sul frutto del melograno (Punica granatum L.).

Studi preclinici evidenziano una correlazione tra il consumo di preparati contenenti frutti del melograno e insorgenza di un ampio range di patologie, quali quelle cardiovascolari, morbo di Alzheimer,
disfunzione erettile, obesità e diabete.1,2
Si presume che tali attività siano, in misura prevalente, imputabili a quei phytochemicals di natura polifenolica, dotati di proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antiaterogeniche, anticarcinogeniche
ed antiiperglicemiche. 2,3
Per l’appunto, tra le principali molecole organiche presenti nel succo e negli estratti dei frutti di melograno si ricordano i tannini idrolizzabili, come la punicalagina, la punicalina, enoteina B, eucalbanina B, pomegraniina A, acido gallico, acido ellagico (Fig. 1),
flavonoidi inclusi epicatechina, catechina, antociani, quali la delfinidina-3,5-diglucoside, delfinidin-3-glucoside, cianidina-3,5-diglucoside, la cianidina-3-glucoside.4,5
La correlazione tra il consumo di melograno ed il diabete emerge dal lavoro di Katz e colleghi.6 Di fatti questi autori hanno osservato che estratti di melograno e componenti in essi presenti esercitano effetti
compatibili con un’azione preventiva nei confronti del diabete di tipo 2.
Ulteriori indagini scientifiche inducono ad ipotizzare effetti terapeutici del melograno, con particolare riferimento alle azioni protettive nei confronti del sistema cardiovascolare. 7,8
La molteplicità degli effetti biologici del melograno rende tale frutto un potenziale strumento di prevenzione dei disordini propri della sindrome metabolica.2

Uno studio in vitro ha dimostrato che un estratto acquoso dei frutti di melograno è in grado di inibire la perossidazione lipidica indotta da H2O2. 9 Inoltre il succo di melograno e la punicalagina, uno dei principali polifenoli del melograno, aumenta il rilascio di insulina da parte delle cellule β del pancreas.10
“Recentemente è stato dimostrato che l’aggiunta di un estratto dei frutti di melograno, ricco in acido ellagico, alla concentrazione di 50-100 μg/ mL su adipociti murini di tipo 373-L1 ha ridotto la
secrezione e i livelli intracellulari di resistina ed adipocitochina
promuovendone la degradazione.”11
Studi condotti su roditori di tipo Wistar albino maschi, hanno rivelato che la somministrazione di un estratto acquoso di frutti di melograno (200 mg/kg) ha ridotto la concentrazione di glucosio nel siero e
la lipoperossidazione nel tessuto cardiaco, epatico e
renale. 12
Questi risultati sono in linea con quanto osservato da Liu R e colleghi,13 che hanno dimostrato che un estratto di melograno ricco di acido ellagico è in grado di ridurre i livelli plasmatici di trigliceridi, colesterolo totale, colesterolo LDL, e di modulare il metabolismo
attraverso l’induzione dell’espressione del PPAR-α, del PPAR-ϒ, di LXRα.
Ulteriori studi in vivo confermano l’azione ipoglicemizzante dell’estratto e del succo di frutti del melograno.14
L’azione agonista nei confronti del PPAR-ϒ 15,16,19 e di altri recettori coinvolti nella regolazione del metabolismo si inserisce in un quadro di attività molto più esteso che coinvolge anche effetti protettivi nei
confronti dei vasi e del cuore, poiché gli estratti dei frutti e i succhi di melograno influenzano molteplici network molecolari determinando un’azione di inibizione nei confronti dell’aterogenesi. 17,19
Studi clinici confermano gli effetti nei confronti del metabolismo del succo e degli estratti dei frutti del melograno. Esmaillzadeh e colleghi 20 hanno osservato che il consumo di succo concentrato di melograno, alla dose di 40 grammi giornalieri, per 8 settimane, riduce
i livelli di colesterolo totale e di colesterolo LDL in soggetti affetti da diabete di tipo 2 e dislipidemia.

Inoltre, la somministrazione di succo di melograno a pazienti diabetici, per 3 mesi, inibisce lo stress ossidativo e riduce il rapporto ossisterolo/colesterolo totale di circa il 93%. 21
Inoltre, uno studio condotto su pazienti affetti da diabete di tipo 2 ha dimostrato che la somministrazione di un succo di melograno inibisce la lipoperossidazione.22
Questi dati trovano conferma nella sperimentazione clinica di e colleghi ove si è dimostrato che la somministrazione di un estratto di melograno a pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 inibisce lo stress indotto da iperglicemia, determinando un decremento
dei livelli plasmatici di malondialdeide, un aumento dei livelli plasmatici di GSH ed un incremento della capacità antiossidante totale del plasma. 23
Il consumo di succo di melograno potrebbe inibire lo sviluppo dell’aterosclerosi in pazienti affetti da diabete di tipo 2, mediante l’incremento dell’attività della PON1. 24,25
Un’ulteriore conferma degli effetti benefici del consumo di melograno nel diabete si trova nello studio clinico di Sohrab G e colleghi26 che hanno dimostrato che la somministrazione di 200 mL di un succo
di melograno, per 6 settimane, a pazienti affetti da diabete di tipo 2, inibisce l’ossidazione delle LDL e aumenta la capacità antiossidante totale del plasma.
Dagli studi pubblicati è possibile dedurre ed ipotizzare il ruolo benefico degli estratti dei frutti e dei succhi di melograno nei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 e da dislipidemia, come coadiuvanti nel controllo del metabolismo del colesterolo totale, dei trigliceridi e della glicemia, ed in virtù degli effetti di protezione nei confronti del sistema cardiovascolare.

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