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04 maggio 2026
di Eugenio Leopardi
Rif. rivista N3 |NUOVO COLLEGAMENTO 2026

C’è un’immagine, scelta per accompagnare la ventinovesima edizione di Cosmofarma Exhibition 2026, che più di ogni altra racconta il tempo che stiamo vivendo: un albero. Un albero con radici profonde e rami protesi verso il futuro, attraversato da una linfa vitale che lo tiene saldo e, al tempo stesso, capace di crescere.
È un’immagine che parla di noi: dalla farmacia e della nostra professione. Le radici affondano in una storia lunga, fatta di sapere, di metodo, di responsabilità. Una storia che non è nostalgia, ma fondamento. È lì che troviamo, anche oggi, la nostra identità: nella preparazione farmacologica che ci consente ogni giorno di orientare il paziente, di prevenire interazioni, di dare senso a terapie sempre più complesse; nella competenza in tecnica farmaceutica che rende possibile l’allestimento di preparazioni personalizzate; nella capacità di rispondere ai bisogni più diversi, dalla veterinaria all’omeopatia, fino all’evoluzione più recente rappresentata dalla farmacia dei servizi.
Questa è la nostra linfa. Ed è una linfa che scorre, che si rinnova, che alimenta i rami.
Perché la farmacia non è mai stata statica e, oggi più che mai, è chiamata a interpretare un cambiamento profondo, che il tema Regeneration/NewGeneration coglie con lucidità: non si tratta soltanto di un passaggio generazionale, ma di una trasformazione culturale, organizzativa, professionale.
Una rigenerazione, appunto, che non può prescindere da ciò che siamo stati, ma che deve necessariamente proiettarci in ciò che saremo.
In questo percorso, il ruolo della farmacia all’interno del Servizio sanitario nazionale assume un valore ancora più centrale. Viviamo in un Paese in cui l’età media cresce costantemente. Spesso, questa tendenza viene letta come un problema per la sostenibilità del sistema sanitario, ma in realtà è una conquista, e come tale va letta.
Di fronte all’invecchiamento della popolazione, dobbiamo porci una domanda ben precisa: come aiutare i cittadini a invecchiare bene?
La risposta, per quanto semplice possa sembrare, è anche l’unica possibile: prevenzione.
La prevenzione non è uno slogan, né un capitolo accessorio della sanità. È la condizione necessaria per garantire nel tempo la tenuta di un sistema solidaristico come il nostro, apprezzato e riconosciuto a livello internazionale. Senza una cultura diffusa della prevenzione, il sistema non regge. E senza un sistema che regge, vengono meno i presupposti stessi dell’equità e dell’accesso alle cure.
È qui che la farmacia può e deve giocare un ruolo decisivo.
Ogni giorno, dietro il banco, abbiamo un’opportunità unica: quella di trasformare un atto di dispensazione in un momento di educazione sanitaria. Invitare a uno screening, suggerire un controllo, orientare verso un servizio disponibile in farmacia, ridurre le attese e avvicinare il cittadino a un percorso di cura. 
Sono gesti semplici, ma dal valore enorme, perché costruiscono, nel tempo, una cultura della prevenzione. E questa cultura non si impone, ma si trasmette, si coltiva e, col tempo, si radica. Proprio come le radici di un albero.


Per continuare a confrontarci su questi temi e su altri aspetti che riguardano l’attualità della professione, invito i colleghi a partecipare al convegno Utifar che si svolgerà venerdì alle 12 in Aula Magna o presso il nostro stand F5 nel padiglione 30 nell’ambito di Cosmofarma Exhibition 2026.

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