UTIFAR chiede chiarimenti sui requisiti di accesso al nuovo percorso formativo per la somministrazione dei vaccini previsti dal PNPV e sul riconoscimento della formazione acquisita dai farmacisti nelle precedenti edizioni del corso.
Una nuova disposizione rischia di escludere dal percorso formativo sul Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale i farmacisti che hanno conseguito l’abilitazione alla somministrazione dei vaccini nel biennio 2021-2022. È questa la questione sulla quale Eugenio Leopardi ha deciso di intervenire, chiedendo formalmente chiarimenti al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone.
Il nuovo corso ECM “La somministrazione in sicurezza dei vaccini previsti dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 (PNPV) nelle farmacie”, infatti, prevede l’accesso diretto per i farmacisti che hanno frequentato le edizioni 2023, 2024, 2025 o 2026 del corso abilitante, ma non per coloro che avevano conseguito la formazione nel 2021 e 2022 attraverso un percorso realizzato dallo stesso ISS, i quali saranno costretti a ripetere nuovamente la versione base del corso.
Una scelta che, secondo UTIFAR, solleva interrogativi sia sul piano della continuità formativa sia sul riconoscimento delle competenze già acquisite da professionisti che, fin dalle prime fasi della Farmacia dei Servizi, hanno operato concretamente nella somministrazione dei vaccini e conseguita in questo periodo una notevole esperienza diretta.
Con la lettera inviata il 4 agosto al Presidente dell’ISS, il Presidente UTIFAR Eugenio Leopardi chiede quindi di chiarire le motivazioni scientifiche e regolamentari alla base dell’esclusione dei farmacisti formati nel 2021-2022 e di valutare la possibilità di consentire anche a loro l’accesso diretto al nuovo percorso sul PNPV.
Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera.
Milano, 4 agosto 2026
Preg. Dr. Rocco Bellantone, Presidente ISS
Oggetto: Richiesta di chiarimenti e revisione dei requisiti di accesso al corso ECM "La somministrazione in sicurezza dei vaccini previsti dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 (PNPV) nelle farmacie" – Esclusione della formazione del biennio 2021-2022.
Illustre Presidente,
Le scrivo in qualità di Presidente dell'Unione Tecnica Italiana Farmacisti (UTIFAR), associazione che da anni si occupa della crescita scientifica e professionale dei farmacisti italiani, per sottoporre alla Sua cortese attenzione una forte preoccupazione emersa tra i nostri iscritti in merito ai criteri di accesso al percorso formativo in oggetto, recentemente esplicitati dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) con Circolare n. 16025 del 3 agosto corrente anno, che si allega.
La suddetta circolare comunica che l’accesso al corso ECM sul PNPV è riservato esclusivamente ai farmacisti che abbiano superato le edizioni 2023, 2024, 2025 o 2026 del corso abilitante per la somministrazione dei vaccini antinfluenzali e anti-COVID-19.
Di conseguenza, i colleghi che hanno acquisito la medesima qualifica e formazione nel corso del biennio 2021 e 2022 vengono esclusi dal novero dei soggetti direttamente ammissibili, vedendosi costretti a ripetere integralmente l’edizione 2026 del corso base per poter accedere al modulo sul PNPV.
A nome della categoria, sento il dovere di chiedere a codesto Istituto quali siano le specifiche motivazioni scientifiche o regolamentari alla base di tale sbarramento, che appare privo di una chiara logica alla luce delle seguenti osservazioni:
1. I corsi erogati nel 2021 e 2022 sono stati strutturati e validati direttamente da codesto Istituto Superiore di Sanità (ISS), in stretta attuazione dell'art. 1, comma 471, della Legge n. 178/2020 e dell'art. 20, comma 2, lett. h, del D.L. n. 41/2021. Non si comprende per quale ragione un titolo abilitante, nato sotto l'egida della massima autorità scientifica del Paese, perda la sua validità propedeutica all'aggiornamento.
2. La stessa circolare federale chiarisce che "l'esercitazione pratica professionale già compiuta rimane valida". Si delinea così un evidente paradosso: l'atto pratico appreso ed eseguito nel 2021-2022 conserva la sua validità temporale, mentre la base teorica (anch'essa certificata dall'ISS) viene azzerata, obbligando i colleghi a reiterare lo studio di nozioni ampiamente consolidate.
3. Tale esclusione penalizza ingiustamente una platea di professionisti che opera in prima linea sin dalle prime fasi della "Farmacia dei Servizi". A titolo esemplificativo, nella Regione Marche, i farmacisti abilitati nel biennio 2021/2022 hanno somministrato regolarmente e in totale sicurezza i vaccini alla popolazione, in virtù del recepimento dei Protocolli d'Intesa nazionali tramite le Deliberazioni della Giunta Regionale (DGR) n. 498/2021 e n. 1396/2021. Questa attività, avviata anche se in via sperimentale, è proseguita senza interruzioni e con eccellenti risultati epidemiologici e di gradimento da parte dell’utenza. Disconoscere oggi questo patrimonio di competenze pratiche e teoriche genera forte sconcerto tra i professionisti.
Alla luce di quanto esposto, UTIFAR chiede formalmente a codesto stimato Istituto se non ritenga opportuno e doveroso rivedere la scelta intrapresa, d'intesa con la Federazione degli Ordini, al fine di sanare una disparità di trattamento che appare esclusivamente burocratica.
Sarebbe auspicabile consentire l'accesso diretto al nuovo corso PNPV anche ai farmacisti abilitati nel 2021 e 2022 per non azzerare la loro storia professionale, permettendo così alla sanità territoriale di continuare a contare su una rete di vaccinatori esperta, motivata e già pienamente operativa.
Certi della Vostra consueta sensibilità verso le istanze della professione e della tutela della salute pubblica, restiamo in attesa di un Vostro autorevole riscontro.
Cordiali saluti,
Eugenio Leopardi, Presidente Utifar



