Utifar
LA STIRPE ANGELINI: DI FRANCESCO IN FRANCESCO
Il papà, Igino, era un venditore ambulante di Rotella, piccolo centro nel comprensorio dei Monti Sibillini, nelle Marche, a undici chilometri da Ascoli Piceno. Vendeva di tutto, in realtà quel che c’era, più che altro panni, non vestiti. Lo aiutava la madre, Lucia Marini. Grande dignità in una realtà difficile, per la quale si rese necessario l’intervento di alcuni parenti, gli Scotucci, proprietari di
un mulino a Monte Giberto, che consentono gli studi di Francesco, il figliolo Angelini venuto al mondo a fine novembre del 1887. Francesco è solerte, si applica, non ha difficoltà a conseguire dapprima il diploma all’istituto tecnico in Ancona, poi la laurea a
Camerino, sede universitaria della Scuola di Farmacia, con diritto di abilitazione. Siamo già nel 1909.
Il dottor Angelini fa esperienza per qualche mese presso la farmacia notturna di Ancona, poi la necessità di onorare gli obblighi di leva lo porta a Torino, corso allievi ufficiali farmacisti presso l’ospedale militare. Un anno più tardi, nell’ottobre 1910, ne esce sottotenente ed è inviato pro tempore a Novara, presso la farmacia militare. Qualche mese ancora poi Francesco Angelini sarà assegnato all’ospedale militare di Ancona. Il cerchio si chiude, riprende servizio presso la sede d’esordio, affronta le guardie di presidio presso la farmacia aperta quando tutti o quasi dormono. Poi nel 1912 si spoglia della divisa e coglie l’occasione di una farmacia secondaria, in realtà periferica, di Ancona. Per acquistarla impiega i risparmi faticosamente accumulati ma non bastano. In soccorso intervengono ancora parenti e amici. Il prestito di 9.000 lire lo salderà in soli tre anni, producendo in proprio una buona quantità di farmaci non complicati e molto richiesti. È sveglio, intraprendente, sa rischiare.
La guerra ne interrompe l’ascesa, lo costringe nuovamente in divisa nel 1915. L’esperienza negli ospedali militari ne irrobustisce le competenze e gli chiarisce definitivamente le idee: troppo pochi i farmaci prodotti e distribuiti in Italia, dove imperano i medicinali
dell’industria chimico-farmaceutica tedesca. Fatte salve la Carlo Erba di Milano e la Schiapparelli di Torino, di autarchico c’è poco e non mancano le frodi: si usano materie prime simili a quelle di qualità, ma decisamente inferiori, si ricorre frequentemente alle importazioni dalla vicina Confederazione. Angelini si fortifica, a conflitto terminato si occupa di “medicamenti composti” nel laboratorio annesso alla farmacia dove produce pastiglie, pillole, sciroppi. Mancano i preparati di base (acetanilide, acido salicilico,
antipirina, aspirina) cui provvederà in seguito, organizzandone la realizzazione. Angelini ad Ancona ricomincia con tre operai, ma ha pure tempo di seguire le sue convinzioni politiche che l’avvicinano al partito repubblicano, un movimento di largo seguito nella fascia del vecchio Regno pontificio. Le elezioni amministrative del 1920 lo vedono eletto consigliere comunale ad Ancona, poi dirottato all’igiene. Ma presto le intemperanze del regime mussoliniano ne fustigano le ambizioni. Angelini rifluisce nell’ombra, si dedica esclusivamente agli affari. Ingrandisce il laboratorio e dà vita alle Aziende chimiche riunite Angelini Francesco, in acronimo ACRAF, in cui impiega una sessantina di operai. Va oltre, da farmacista intraprendente si fa a pieno titolo industriale del settore creando la società anonima Industrie chimiche Italia centrale (ICIC) con insediamenti produttivi ad Ancona. Nel contempo, per diversificare i rischi, si dedica con profitto agli oli vegetali. E il ricino, da cui l’olio che il fascismo ama molto per convincere gli avversari, fa la sua fortuna. Angelini mette 300 ettari di terreno a coltivazione del ricino, il cui olio ha funzioni non soltanto medicinali.
È infatti largamente impiegato come lubrificante nei motori d’aeroplano. Gli stessi impianti di spremitura vedono immessi anche semi di lino, coltivati loro pure in in provincia di Ancona, da cui emerge un olio impiegato come surrogato della gomma elastica o per la fabbrica di saponi molli trasparenti e di grassi idrogenati. Il secondo conflitto mondiale porta benefici alle sorti delle aziende di Angelini, ma quando gira il vento i rovesci non si contano: gli stabilimenti subiscono i bombardamenti, la gran parte è in ginocchio. Angelini non si arrende, trasferisce la produzione a Castelferretti, dove colloca 250 lavoranti, in un laboratorio alla bell’e meglio che gli consente di andare avanti. NelleMarche e in Abruzzo glie ne saranno sempre grati. Al termine della guerra c’è da ricostruire tutto, ripartendo quasi da zero. Angelini gioca la carta delle banche per ottenere prestiti in velocità invece di attendere, come molti gli indennizzi dello Stato. Ottiene una somma enorme per quei tempi, vicina al mezzo miliardo di lire, ma porta a garanzia idee e progetti che non gli fanno difetto. Rileva persino una fornace per garantirsi il fabbisogno di materiali di edilizia e dedica l’impianto di cottura alle sue esigenze. Chiuso il periodo fascista, in un’Italia restituita alla democrazia, Angelini torna a fare vita politica attiva. Nel 1948 lo eleggono ancora consigliere comunale per il partito repubblicano e l’anno dopo è sindaco di Ancona, incarico che mantiene in pratica sino alla morte, nel 1964 (salvo una parentesi nel biennio 1950-51). Ancona lo onora ancora oggi per i lavori di rafforzamento del porto e la creazione della zona
industriale. Un accentratore Francesco Angelini, sempre e soltanto presidente o amministratore unico delle aziende che fanno capo al
gruppo, ma capace di intelligenti diversificazioni: da un lato i farmaci, dall’altro gli oli medicinali e commestibili, da un terzo i mangimi e i fertilizzanti. A Roma installa
una fabbrica di coloranti, la Romana Vernici. Poi si spinge a sud (a Pescara e a Trani) e nelle isole, con Farmasarda insediata a Sassari. Negli anni Cinquanta si diletta anche di vini, dopo aver acquisito la Fazi Battaglia di Cupramontana e la Baudino di Torino. Impensabile che non si occupasse anche dell’agroalimentare, tra mangimi e sementi. Gli incarichi si sommano. Diviene presidente della sezione di Ancona del Movimento federalista europeo, nonché del Centro diagnostico cittadino per la lotta contro i tumori. Ed è pure presidente del Monte di credito su pegni del comune di Ancona, vicepresidente del Comitato per la zona industriale di Ancona e consigliere generale di amministrazione del Banco di Napoli.
Nel ricordarne i meriti è bene sottolineare le sue scelte commerciali, dato che ebbe un fiuto straordinario nell’importare prodotti di successo. Il caso più eclatante dell’immediato dopoguerra è la vitamina B12, un ricostituente per la cura dell’anemia, largamente diffusa nel periodo. Angelini lo produrrà in Italia con il marchio Dobetin, il primo di una lunga serie di successi. Basta, in proposito, rammentare il lancio della Tachipirina, paracetamolo ancora oggi di elezione fra i pediatri.
Dagli anni Cinquanta a Francesco si affianca il figlio Igino che diversifica ancor di più le scelte del padre. Curiosa ma lungimirante la scelta di produrre con la Fater di Pescara, sempre del gruppo, pannolini per bambini, i celeberrimi Lines, e gli assorbenti femminili. Gli anni Sessanta coincidono con le prime molecole originali frutto della ricerca farmaceutica interna. Negli anni Ottanta Angelini intuisce le grandi potenzialità dell’analgesico ibuprofen, un farmaco di automedicazione che lavora bene contro il mal di testa e l’emicrania. Moment è un purosangue anche oggi. Trionfa, grazie a Igino, una politica di marketing e di comunicazione intelligentemente aggressiva, che coglie l’interesse dei consumatori. Sempre in quella decade il Gruppo avvia il processo di internazionalizzazione. Nascono in Spagna e Portogallo insediamenti produttivi e strutture di commercio, dopo l’acquisizione del gruppo Lepori di Barcellona, che abbraccia due aziende farmaceutiche (Farma Lepori e L. Lepori) e la Laboratorios Ausonia, specializzata nella produzione di talco e articoli per l’infanzia.
Nel 1993, alla morte di Igino scende in campo un altro Francesco, molto somigliante al nonno. Provvederà lui a incrementare il settore igienico-sanitario stringendo una solida alleanza con Procter&Gamble. La multinazionale americana affianca il marchio internazionale Pampers (pannolini per bambini) a Lines per gli assorbenti femminili, mentre il versante pannolini Lines dei pannolini viene concesso in licenza ad altro gruppo per non incorrere nelle ire dell’Antitrust.
Il segreto è diversificare
Nell’ultimo ventennio Francesco Angelini e il suo Gruppo hanno rafforzato la diversificazione con importanti acquisizioni nel settore vitivinicolo e hanno progressivamente portato avanti il processo di internazionalizzazione soprattutto nel core business farmaceutico. Dal 2000, Angelini è tra i primi produttori e distributori di farmaci generici in Italia. Sempre nello stesso anno, Amuchina, azienda genovese produttrice dell’omonimo disinfettante ed igienizzante leader in Italia nel suo settore, entra a far parte del Gruppo Angelini. Tra il 2000 e il 2001, acquisisce Helsinn Produtos Farmacêuticos e Helfarma Produtos Farmacêuticos, due aziende farmaceutiche portoghesi, che confluiscono nella società Angelini Farmacêutica, consolidando la presenza Angelini nella penisola iberica. Nel 2002, Angelini acquista Farmamed, azienda leader in Italia nella commercializzazione di prodotti parafarmaceutici nella grande distribuzione e nel 2003 fa il suo ingresso nel mercato dei prodotti fitoterapici e integratori con l’acquisizione di Body Spring. Negli ultimi anni, attra- verso accordi commerciali e di partnership, Angelini sta ponendo le basi per lo sviluppo anche in altri Paesi. Nel 2004, infatti, l’azienda ha acquisito una partecipazione rilevante in Elder Pharma, una società farmaceutica indiana, che occupa la 32° posizione tra le 2.500 aziende del mercato. Nel 2007 ha acquisito Csc Pharmaceuticals, gruppo farmaceutico attivo nell’Europa centro-orientale e partner strategico di Angelini fin dal 1998, mentre è del 2008 l’acquisizione del gruppo farmaceutico greco Faran. Dal 2009 fanno parte del Gruppo Alcavis HDC LLC, società americana che commercializza antisettici e disinfettanti, e l’azienda farmaceutica pakistana Scharper Pakistan. Tra il 2010 e il 2011, il gruppo Angelini rafforza notevolmente anche la presenza nel settore vitivinicolo con le acquisizioni della Cantina Puiatti in Friuli e l’azienda Bertani, nota soprattutto per la produzione dell’Amarone nell’area di Verona. Nel 2011 viene acquisito da P&G il marchio Infasil, leader italiano nel settore deodoranti e igiene intima. Sempre nel 2011, Angelini muove i primi passi in Turchia con l’acquisizione della società farmaceutica Cinay Kimya Sanayi Ve Ticaret A.S. Nel 2012 Fater arricchisce il proprio portafoglio prodotti grazie all’acquisizione dei marchi ACE e NEOBLANC, (prodotti per la pulizia della casa).




