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INTEGRATORI ALIMENTARI PER I SINTOMI DELLA MENOPAUSA
Si stima che circa il 75% delle donne in menopausa naturale e la maggior parte di quelle con menopausa indotta da trattamenti medici sperimenti questi sintomi [1].
I VMS, inoltre, si associano spesso ad altri disturbi, come alterazioni dell’umore, disturbi del sonno, difficoltà cognitive, secchezza vaginale, cefalea e riduzione della libido, con un impatto complessivo rilevante sulla qualità di vita [2].
Sebbene la terapia ormonale (HT) resti il trattamento di riferimento, accanto a opzioni non ormonali come SSRI e SNRI, molte donne ricercano strategie alternative o complementari, ritenute più tollerabili e associate a un minor rischio di effetti indesiderati. Tra queste figurano approcci di salute complementare e integrata, come agopuntura, tecniche mente-corpo e integratori alimentari [3].
In questo contesto, il presente articolo prende in esame le evidenze attualmente disponibili su efficacia e sicurezza degli integratori alimentari impiegati per il controllo dei sintomi vasomotori nella donna in menopausa, con particolare attenzione alle ricadute nella pratica clinica e nel counselling del farmacista.
Valeriana
La valeriana (Valeriana officinalis), è un fitoterapico ampiamente utilizzato per le sue proprietà sedative e ansiolitiche. I suoi componenti agiscono sul sistema nervoso centrale, favorendo il rilassamento e il miglioramento della qualità del sonno nelle donne in menopausa. Alcuni studi suggeriscono che possa contribuire a ridurre i sintomi vasomotori, oltre ad ansia e sintomi depressivi.
In uno studio clinico randomizzato in triplo cieco condotto su 64 donne in menopausa con VMS, la somministrazione di 530 mg due volte al giorno per 2 mesi si è associata a una riduzione dei sintomi rispetto al placebo. Nel trial non sono stati segnalati effetti indesiderati rilevanti, anche se in letteratura sono riportati occasionalmente disturbi gastrointestinali, come nausea e crampi addominali [4].
Black cohosh
Il black cohosh (Cimicifuga racemosa o Actaea racemosa) è una delle piante medicinali più studiate per il trattamento dei sintomi vasomotori della menopausa. In una metanalisi di 35 studi, condotta su oltre 13.000 donne trattate con dosaggi compresi tra 8 e 128 mg, è stata osservata una riduzione dei VMS già dopo 4 settimane, insieme a un miglioramento di ansia e disturbi del sonno.
Il meccanismo d’azione sembra coinvolgere effetti dopaminergici, serotoninergici e GABAergici, utili nel controllo delle vampate, della termoregolazione e del tono dell’umore. Il trattamento è generalmente ben tollerato; gli effetti indesiderati più frequenti sono lievi disturbi gastrointestinali, come nausea e vomito. Rimane tuttavia da considerare il possibile rischio di epatotossicità nei trattamenti prolungati, sebbene i dati disponibili siano non univoci. È quindi opportuno prestare attenzione al dosaggio e alla variabilità dei prodotti in commercio [4].
Soia
La soia (Glycine max) rappresenta una delle principali fonti alimentari di isoflavoni, in particolare genisteina e daidzeina, composti con attività simil-estrogenica selettiva sui recettori estrogenici, soprattutto ER-β. È stato inoltre ipotizzato che il metabolismo intestinale della daidzeina in S-equolo, metabolita biologicamente più attivo, possa contribuire agli effetti clinici osservati. Sul piano dell’efficacia, gli studi clinici hanno impiegato in genere dosaggi compresi tra 50 e 100 mg/die di isoflavoni. Le evidenze suggeriscono un possibile beneficio nel controllo delle vampate di calore, ma l’entità dell’effetto resta modesta e la rilevanza clinica è ancora discussa. Una possibile spiegazione della variabilità dei risultati è la bassa biodisponibilità della genisteina e della daidzeina[4].
Trifoglio rosso
Il trifoglio rosso (Trifolium pratense) contiene principalmente i proestrogeni biochanina A e formononetina, precursori che vengono convertiti in metaboliti estrogenicamente attivi, tra cui genisteina e daidzeina. Rispetto alla soia, questi composti potrebbero presentare una maggiore biodisponibilità, aspetto che potrebbe giustificare alcuni risultati clinici favorevoli.
Le evidenze disponibili mostrano una lieve ma statisticamente significativa riduzione delle vampate di calore in alcuni studi clinici e in una metanalisi di preparazioni standardizzate. Tuttavia, altri trial non hanno documentato differenze significative rispetto al placebo, soprattutto per il sollievo delle vampate. Nel complesso, il trifoglio rosso appare promettente, ma con risultati ancora non del tutto univoci [4].
Ashwagandha
L’ashwagandha (Withania somnifera), impiegata da secoli nella medicina ayurvedica, è nota per le sue proprietà adattogene e per il possibile effetto favorevole su stress, ansia e benessere generale. Si ritiene che possa contribuire ad aumentare i livelli di estradiolo grazie alla sua attività antiossidante, con effetti positivi anche sui sintomi menopausali.
Uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, della durata di 8 settimane, ha evidenziato che l’assunzione di 300 mg due volte al giorno in 100 donne con sintomi menopausali ha determinato un miglioramento dei VMS. Gli effetti collaterali riportati sono stati generalmente lievi, tra cui dolore o fastidio addominale, nausea e insonnia [4].
Curcumina
La curcumina, principale composto polifenolico della Curcuma longa, è ampiamente studiata per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e potenzialmente protettive in diversi ambiti clinici. Studi più recenti ne suggeriscono un possibile ruolo anche nell’alleviare i sintomi vasomotori della menopausa.
In uno studio randomizzato controllato in triplo cieco su 81 donne in menopausa, la somministrazione di 500 mg due volte al giorno ha mostrato una riduzione delle vampate già dopo 4 settimane rispetto al placebo. Tra i limiti principali della curcumina vi sono la scarsa biodisponibilità, il rapido metabolismo e la veloce eliminazione; per questo motivo alcuni integratori associano piperina, che ne aumenta l’assorbimento.
Gli effetti indesiderati riportati sono generalmente lievi e comprendono nausea, diarrea, alterazione del colore delle feci, cefalea e rash cutaneo. Nel complesso, la curcumina appare relativamente sicura, ma mancano ancora studi di sicurezza a lungo termine [4].
Omega-3
Gli acidi grassi omega-3 sono acidi grassi polinsaturi presenti nel pesce, in alcuni vegetali, nei semi, nella frutta secca e nei legumi. Sono noti soprattutto per gli effetti antinfiammatori, ipotrigliceridemizzanti e per il possibile ruolo protettivo nei confronti di patologie cardiovascolari e infiammatorie. È stato ipotizzato un loro beneficio anche nella gestione dei sintomi vasomotori. In uno studio randomizzato controllato di 16 settimane su 86 donne in postmenopausa, l’assunzione di due capsule da 425 mg al giorno si è associata a una riduzione delle vampate di calore, analogamente a quanto osservato con gli isoflavoni. I dati disponibili sono tuttavia ancora limitati e richiedono ulteriori conferme
Gli omega-3 sono generalmente ben tollerati; gli effetti indesiderati più comuni comprendono gusto di pesce, dispepsia, diarrea, eruttazioni, flatulenza, nausea e artralgia. Poiché possono interferire con l’attivazione piastrinica, è raccomandata cautela nelle pazienti in terapia con anticoagulanti o antiaggreganti [1].
Vitamina E
La vitamina E è un antiossidante liposolubile essenziale, presente soprattutto in oli vegetali, semi, frutta secca e verdure a foglia verde. Alcuni studi indicano che possa contribuire a ridurre i sintomi vasomotori nelle donne in menopausa, probabilmente grazie ai suoi effetti antinfiammatori.
In uno studio randomizzato controllato condotto su 93 donne in menopausa, la somministrazione di 200 UI due volte al giorno ha mostrato una riduzione delle vampate dopo 4 settimane. Gli effetti indesiderati segnalati comprendono dolore o fastidio addominale, vomito, diarrea, cefalea, reazioni allergiche e rash cutanei.
Un aspetto rilevante riguarda il possibile rischio di sanguinamento associato a dosi elevate o a fenomeni di tossicità; per questo motivo è necessaria particolare attenzione nelle pazienti che assumono farmaci anticoagulanti [1].
Implicazioni per il farmacista
La menopausa rappresenta un’esperienza altamente individuale e richiede un approccio personalizzato, costruito sulle esigenze, sulle convinzioni e sulle preferenze della donna. In questo contesto, il counselling del farmacista può avere un ruolo importante nell’informare sui cambiamenti fisiologici, sui sintomi correlati e sulle opzioni disponibili, favorendo scelte consapevoli.
Gli integratori alimentari possono rappresentare un’opzione per le donne in questa fase della vita. Tuttavia, è fondamentale ricordare che la regolamentazione degli integratori alimentari è limitata e che composizione, dosaggio e qualità possono variare significativamente tra i prodotti.
Nella raccomandazione di un prodotto da banco è quindi essenziale valutare attentamente controindicazioni, possibili interazioni farmacologiche, effetti indesiderati e rischi di tossicità dose-correlata. Va inoltre considerato che alcuni composti, come fitoestrogeni, vitamina E, curcumina e omega-3, possono essere introdotti anche attraverso l’alimentazione. Una dieta ricca di alimenti vegetali, insieme a corrette misure di stile di vita, può contribuire alla gestione dei sintomi vasomotori. Anche se le evidenze non sono sempre conclusive, alcune donne riferiscono beneficio evitando fattori scatenanti come caffeina e alcol, assumendo bevande fresche, utilizzando ventilazione ambientale e indossando abiti leggeri a strati [1].
Bibliografia
[1] C. R. Ray e P. R. J. R. Bail, «Use of dietary supplements to alleviate vasomotor symptoms among menopausal women,» 2023.
[2] N. Santoro, C. Roeca e B. A. Peters, «The Menopause Transition: Signs, Symptoms, and Management Options,» 2021.
[3] T. R. Moore, R. B. Franks e C. Fox, «Review of Efficacy of Complementary and Alternative Medicine Treatments for Menopausal Symptoms,» 2017.
[4] M. ,. G. N. K. Kenda, M. Nagy e M. S. Dolenc, «Herbal Products Used in Menopause and for Gynecological Disorders,» 2021.




