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10 dicembre 2010
di
Rif. rivista Dicembre 2010

Nuovo Collegamento propone un nuovo spazio dedicato alla formazione ed informazione psicosessuologica, con l'intento di offrire degli articoli scientifici che possano soprattutto sanare il divario tra falsi miti e realtà, confusioni e perplessità, riguardanti la sfera della sessualità, salute sessuale e qualità della vita di coppia, ambiti oggi fortemente compromessi. Nel tempo, verranno trattate le disfunzioni sessuali maschili e femminili: tematiche sempre più ricorrenti anche in farmacia. Temi inerenti l'infertilità, i disagi di coppia, la coppia in crisi, l'adolescenza, l'educazione sessuale, la genitorialità, la maternità, la paternità non sono certo di pertinenza del farmacista. Tuttavia, può risultare utile essere in possesso di maggiori strumenti per comprendere le componenti psicologiche che possono essere legate a determinate richieste; nonché per sapere ascoltare il paziente qualora propone al farmacista tematiche inerenti la sfera sessuale.

Agli articoli, verrà affiancato uno spazio chiamato "l'esperto risponde", luogo anonimo e riservato, dedicato ai lettori, i quali potranno scrivere in redazione, partecipando dubbi, incertezze, situazioni e problematiche con le quali hanno dovuto confrontarsi in farmacia. A queste email, verrà risposto celermente, con l' assoluta assenza di giudizio morale e competenza professionale. Le consulenze saranno utili per orientare il farmacista circa un possibile percorso di chiarificazione e guarigione da suggerire agli interessati, lenendo disagi, dolori e confusioni esistenziali. Dal prossimo numero, inizieranno gli articoli scientifici dedicati al tema della sessualità e collegati alla pratica professionale in farmacia. Anticipiamo, a titolo esemplificativo, una consulenza dell'autrice della rubrica, con la richiesta ai lettori di iniziare già fin d'ora a inviare i loro quesiti al sito www.utifar.it.

DEFICIT ERETTIVO

A questa problematica attinente la sfera sessuale fa spesso seguito la prescrizione, da parte del medico, di medicinali a base di sildenafil. Ma cosa si cela dietro a questo disagio? E come può il farmacista interagire con il cliente, anche al fine di scongiurare un utilizzo errato del medicinale o i rischi di abuso che talvolta si possono evidenziare? Anzitutto, occorre tenere presente che questo disturbo sessuale maschile ha solitamente una "struttura poliedrica", difficilmente riconducibile ad un'unica ed univoca causa, spesso infatti sono cause ed effetti, che intersecandosi nel tempo e nella coppia, concorrono a mantenere il disturbo clinico. Tra le cause psicologiche, la più frequente è l' "ansia da prestazione", ovvero l'ansia anticipatoria di un fallimento, che pone l'uomo nelle condizioni psico-fisiche affinché il fallimento si realizzi. L'ansia tenderà a crescere con modalità esponenziali, diventando a sua volta un fattore causale sempre più importante; i giovani specialmente, non avendo "memoria corporea" dei pregressi successi orizzontali, tenderanno a reiterare nel tempo rapporti sessuali fallimentari, sia sul piano sessuale, che dell'autostima. Un'altra causa psicologica correlata al deficit erettivo è lo " spectatoring" (frequentemente correlata all'età adolescenziale), la tendenza cioè all'auto-osservazione della genitalità e sessualità; vivendo il rapporto sessuale con caratteristiche di "verifica compulsiva " della loro capacità erettiva, atteggiamento mentale che funge da sicuro sabotaggio alla salute sessuale. Un ulteriore elemento da tenere in debita considerazione, quando si parla di disfunzioni sessuali maschili, è la "dimensione diadica", cioè correlata alla coppia in cui si manifestano, tenendo sempre presente il momento storico, emozionale ed affettivo di quella coppia, che funge da palcoscenico all'insorgenza ed al mantenimento della sintomatologia erettiva. Una coppia caratterizzata da elementi di conflittualità, anche se non manifesti, da difficoltà nella comunicazione, da lotte intestine per potere, denaro, educazione dei figli, contiene sicuramente in sé gli elementi per future complicanze orizzontali. Una diagnosi andrologica e psico-sessuologica diventano di fondamentale importanza sia per comprendere le cause correlate al deficit erettivo (spesso miste: organiche e psicogene), sia per contestualizzare la sintomatologia erettiva e per valutare inoltre possibili percorsi terapeutici al fine di restituire al singolo ed alla coppia gioia e salute sessuale. Oggi, in clinica si predilige un "approccio combinato"al deficit erettivo. Questo viene effettuato congiuntamente dall'andrologo e dal sessuologo clinico. In associazione temporale alla diagnosi ed alla terapia per la disfunzione sessuale, il sessuologo effettua la sua anamnesi psico-sessuologica, che diviene un momento di fondamentale importanza, sia per il clinico, sia per il paziente. Per il soggetto interessato, inoltre, diviene un contenitore di ansie, emozioni, paure, difficoltà sessuali e non: rappresenta la " storia sessuale" del paziente, dall'inizio a quel momento. A seconda della diagnosi di defici erettivo (primario, secondario, situazionale, assoluto) e della data e cause relative alla disfunzione, il sessuologo stabilisce unitamente all'andrologo se effettuare una terapia sessuologica o qualche colloquio di counseling psico-sessuologico, da effettuare all'inizio della terapia farmacologica orale, a metà del percorso ed a ridosso della sospensione, per evitare ricadute ed ansie anticipatorie di ricadute. La terapia orale per il deficit erettivo (viagra, levitra, cialis), integrata ad un percorso psico-sessuologico, interrompe quel disfunzionale circolo vizioso tra ansia da prestazione, deficit erettivo, deflessione del tono dell'umore e conseguenze devastanti per la vita di coppia e personalità.

Consulenza

Un soggetto di circa venti anni si è recato in farmacia per acquistare un medicinale contro i disturbi dell'erezione. Mi ha presentato la sua problematica per chiedermi un consiglio. Mi è sembrato molto preoccupato. All'età di diciassette anni, ha avuto il suo primo rapporto sessuale: una gran figuraccia. Il secondo, da li a breve, è andato altrettanto male: ha avuto l'erezione, ma subito dopo dice di averla perduta. Il giovane, sostiene che questa situazione l'ha angosciato e depresso, tanto da ridurre di molto la sua vita sociale e, soprattutto, sessuale. Lo scorso anno, il ragazzo si è innamorato e, trovandosi nella situazione di iniziare una relazione, si è rivolto al medico andrologo. Dopo un'accurata visita, questi gli ha detto che non presentava nessun disturbo: il ragazzo era soltanto molto ansioso e, per tal motivo gli ha prescritto il Viagra, che ora egli assume stabilmente ogni volta che è con la fidanzata. Preoccupato, il soggetto mi ha chiesto se l'assunzione protratta del medicinale poteva avere delle controindicazioni di carattere psicologico. In sostanza, la persona mi ha manifestato la propria preoccupazione circa l'impossibilità, nel futuro, di fare a meno del medicinale.

Di certo, il ragazzo presenta grandi quote di paura, sia per il presente che per il futuro, relativo alla propria sessualità. Il Viagra, così come le altre " pillole dell'amore"(cialis e levitra), funzionano tutte e molto bene, in caso di deficit erettivo primario e secondario; sia che il deficit abbia etiologia organica, psichica o mista. il soggetto, tuttavia, è veramente molto giovane ed è impensabile medicalizzare la Sua sessualità, in particolare per così tanto tempo. La terapia orale per il deficit erettivo, in special modo nei casi come quello presentato, serve per decondizionare il "circolo vizioso" correlato all'ansia ed al deficit erettivo, ma va sempre associata ad un percorso di terapia sessuologica. Attraverso questo approccio, si lavora sulle cause della disfunzione (cattivo apprendimento sessuale, ansia da prestazione, poca conoscenza della sua sessualità, meccanismi inconsci correlati alla sessualità, e via dicendo) I farmaci inoltre, non sono curativi, ma sintomatici, cioè funzionano fino a quando il soggetto li assume e, valutata la giovane età, la qualità della sua vita sessuale non può dipendere a lungo dai farmaci. Di certo, il ragazzo andrebbe allertato che questo tipo di terapia farmacologica, se non inserita in un protocollo terapeutico che contempli la terapia sessuologica, potrebbe creare rischio di "dipendenza psicologica", cioè la paura di non funzionare più bene sessualmente, senza l'assunzione della terapia orale. Di fatto, la situazione presentata è già in questa fase. Occorre quindi che il soggetto contatti un sessuologo clinico, con il quale effettuare una scrupolosa "diagnosi psicosessuologica" della propria difficoltà sessuale, al fine di una successiva terapia psico-sessuologica, mirata alla "riabilitazione" dalla sessualità e della vita intima.

Valeria Randone

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