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16 marzo 2011
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Rif. rivista Marzo 2011

Non parliamo di AIDS, ma di infezioni genitourinarie. Sono dovute a batteri, virus o piccoli parassiti. Nella maggior parte dei casi si curano come una comune infezione. Altre volte possono interessare le parti dell'apparato genitale. Tra i ragazzi manca la percezione del rischio ma c'è grande voglia d'informazione sul tema.

L'aumento, soprattutto tra i giovani, delle malattie a trasmissione sessuale (Mst) rappresenta un'emergenza sociale. Secondo l'Oms, ogni anno ci sono nel mondo oltre 340 milioni di nuovi casi, escluso l'Aids. Le cause di questo costante incremento sono riferibili ai cambiamenti economici, sociali e biologici ma soprattutto al cambiamento radicale dei comportamenti sessuali individuali e collettivi. A livello nazionale, un recente sondaggio condotto dalla Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) ha evidenziato che i più colpiti sono i giovani al di sotto dei venticinque anni (due terzi del totale) e, in modo particolare, gli adolescenti e le femmine. Un recente sondaggio nazionale, condotto dal progetto "Scegli Tu " che ha coinvolto 600 under trentacinque a gennaio 2011, risulta che di Mst ha sofferto almeno una volta il 13 per cento dei maschi e il 42 per cento delle donne, più di tre volte tanto!Il dato è comunque sottostimato, poiché spesso queste patologie sono asintomatiche, restano silenti e possono quindi propagarsi con tutta tranquillità. Tra le ragioni sicuramente l'abbassamento dell'età del primo rapporto sessuale (13 anni per una ragazza su cinque in Lombardia), la scarsa informazione sulla salute sessuale e sulle Mst, la scarsa adesione ai comportamenti in grado di prevenire la trasmissione (uso del preservativo, conoscenza della possibilità di fare i test di screening, comportamenti di salute sessuale eccetera) e la generale mancanza di confidenza con una figura medica di riferimento (medico di famiglia, consultorio, specialista ginecologo).

Le malattie a trasmissione sessuale

Le Mst o infezioni genito-urinarie colpiscono la zona genitale e le vie urinarie (vescica e uretra) e si trasmettono per contatto sessuale, non solo attraverso un rapporto tradizionale ma anche attraverso rapporti anali e, più raramente, orali. In quest'ultimo caso colpiscono la bocca e la gola. Le Mst conosciute sono più di venti e sono dovute a batteri, virus o piccoli parassiti. Nella maggior parte dei casi si curano come una comune infezione e guariscono completamente seguendo una semplice terapia locale con creme o ovuli. Altre volte invece, se non sono diagnosticate tempestivamente e curate in modo adeguato, possono interessare anche le parti dell'apparato genitale della donna (ovaie, utero, tube) e dell'uomo (testicoli e prostata). Di particolare rilevanza, per le gravi conseguenze che possono causare alla salute della donna, sono la Pid (malattia infiammatoria pelvica) e le infezioni causate dal virus dell'herpes genitale e del papilloma virus. La Pid può portare nei casi più gravi all'infertilità mentre il virus dell'herpes genitale e del papilloma virus sono responsabili dell'insorgenza di forme pre-tumorali del collo dell'utero. Infine ricordiamo il virus dell'Aids e quelli dell'epatite virale B e C che si possono trasmettere attraverso il sangue, lo sperma o le secrezioni vaginali.

Chi è più a rischio?

Le Mst si contraggono tramite rapporto con una persona portatrice: è chiaro che maggiore è il numero dei partner sessuali, soprattutto se occasionali, maggiore sarà la probabilità di incontrare qualcuno affetto da una di queste infezioni. Il rischio di contagio, è bene ribadirlo, si cela in ogni rapporto: la possibilità di contrarre il papilloma virus (Hpv), e dunque di sviluppare nel tempo il tumore del collo dell'utero, aumenta di 3,36 volte per le donne che, nella vita, hanno rapporti orali con quattro o più partner. è opportuno considerare che anche un rapporto stabile può nascondere dei pericoli, nel senso che questi agenti infettivi possono essere presenti nell'organismo da molti mesi senza dare sintomatologia, e la persona, non sapendo di essere malata, può trasmettere l'infezione al partner.

Sintomi

Vi sono casi in cui le Mst non danno sintomi iniziali, oppure causano disturbi talmente lievi da impedire una diagnosi della patologia. In rare occasioni i segni della malattia, manifestandosi all'interno del corpo, non si vedono né si sentono. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, i sintomi sono talmente chiari che si rende necessaria la consultazione del medico: comparsa di perdite vaginali anomale (più abbondanti, maleodoranti, di colore diverso), secrezioni uretrali, prurito, bruciore o dolore associati alla minzione (atto di urinare) o durante i rapporti sessuali, piccole ulcere, vescicole o bolle nella zona genitale (vagina, pene, zona perianale). La presenza di uno o più sintomi e la gravità degli stessi varia secondo il tipo d'infezione contratta e in base alla tempestività con cui viene riconosciuta e curata.

Prevenzione, terapie e norme comportamentali

Come per tutte le patologie, anche in questo caso la prevenzione è l'arma migliore. Si attua seguendo alcune norme igieniche e comportamentali. è fondamentale informare il partner di un'eventuale infezione. Il preservativo continua a essere l'unica arma di difesa, oltre al suo impiego come contraccettivo: la pillola e la spirale non eliminano il rischio di contagio, mentre il diaframma, coprendo il collo dell'utero, esercita solo un effetto protettivo parziale per le infezioni che interessano il tratto genitale superiore, ma non impedisce il contatto con la mucosa vaginale. A volte la terapia è solo locale, in altri casi sono necessarie terapie lunghe e debilitanti, talvolta invece non vi sono cure risolutive (vedi Aids). Importante è precisare che, qualora vi sia la guarigione, questa non conferisce alcun tipo d'immunità, quindi in ogni caso adottare regole di prevenzione è fondamentale. è importante diffondere il messaggio dell'importanza di rivolgersi subito al medico ai primi sintomi, per attuare una terapia adatta a risolvere il problema prima che questo diventi più grande o si trasmetta ad altre persone. In questo senso, anche il farmacista, referente sanitario territoriale, può svolgere un importante ruolo di aiuto, ascolto fidato, informazione corretta, prevenzione, affinché il giovane cliente non sottovaluti il problema e lo affronti tempestivamente.

La situazione in Italia

Per attuare progetti di sensibilizzazione e di prevenzione delle infezioni sessuali, è di primaria importanza fare un punto della situazione tra i giovani e capire qual è il loro grado di conoscenza e consapevolezza a riguardo. L'Osservatorio sulla salute della donna, O.N.Da, ha condotto di recente un'indagine su circa 1.300 ragazze milanesi in età tra i tredici e i diciotto anni e i risultati certo non sono incoraggianti Le giovani milanesi appaiono mediamente informate sulle Mst (sanno nominarle, ne hanno sentito parlare), ma la conoscenza rimane a un livello molto superficiale per cui mancano le informazioni necessarie ad adottare un comportamento di tipo preventivo. Infatti, una ragazza su tre non sa che i sintomi delle Mst possono non essere evidenti, due su cinque non sanno che le Mst possono dare conseguenze gravi nel tempo, come sterilità e tumori, e una ragazza su due non è a conoscenza del fatto che le Mst siano in gran parte curabili. Se da un lato la consapevolezza dell'importanza del preservativo per proteggersi dalle Mst è diffusa (per l'89 per cento rappresenta la principale strategia preventiva), dall'altro le ragazze hanno una bassa percezione del rischio personale perché giovani donne: di conseguenza sono poco coinvolte e scarsamente incoraggiate a tenere un comportamento di prevenzione. Inoltre, a parte il preservativo, le altre forme di prevenzione (evitare rapporti occasionali e limitare il numero di partner) appaiono a loro meno chiare. Ignorano, inoltre, la presenza nel territorio di spazi dedicati agli adolescenti e di consultori. In generale, quindi, è necessario operare un'educazione sessuale ma anche affettiva, e dedicare attenzione alla prevenzione degli stili di vita nell'ambito dell'intimità e della sessualità. Sicuramente, il dato che emerge tra i giovani è la sete di informazione che dovrebbe venir colmata dalla scuola e dalla famiglia in primis, poi dai media. Basti pensare che il sondaggio nazionale promosso dal progetto "Scegli tu" ha confermato lo scarso livello di conoscenza in tema di sessualità: fra i maschi il 16 per cento si dichiara poco o per nulla competente, percentuale che sale al 20 per cento fra le femmine.

Educazione sessuale e affettiva

Promuovere l'educazione sessuale giovanile significa sensibilizzare a rapporti sessuali consapevoli e protetti, nel rispetto della propria salute e di quella del prossimo, responsabilizzare e aiutare a far emergere problemi che spesso sono rifiutati. Il sondaggio "Scegli tu" ha, infatti, evidenziato che i disturbi sessuali (come l'eiaculazione precoce e la disfunzione erettile nei maschi, il calo del desiderio, il dolore ai rapporti e l'ansia da prestazione nelle femmine) sono molto diffusi anche negli adolescenti. Spesso le cause sono di tipo psicologico, legate all'insicurezza ma anche alla mancata educazione sessuale. Tali disturbi si riflettono poi sulla qualità dell'intesa di coppia: basti pensare che lo stesso sondaggio ha evidenziato che solo il 12 per cento dei ragazzi e il 9 per cento delle ragazze la ritiene ottima. Spiegare i corretti comportamenti sessuali in chiave legata alla felicità di coppia è importante per toccare nel vivo i giovani e convincerli a cambiare abitudini.

Nemici e amici dell'eros

I problemi sessuali nascono da stili di vita errati, comportamenti sottovalutati o addirittura scambiati come "amici dell'eros". Primi fra tutti l'alcol: sebbene, in caso di abuso, causi impotenza e calo della libido soprattutto negli uomini e nelle donne aumenti il rischio di rapporti precoci, non protetti e subiti, per la maggior parte dei giovani rappresenta un aiuto efficace. Gli altri nemici dell'eros sono il fumo (che compromette l'erezione), le droghe (il Thc contenuto nella cannabis provoca difficoltà erettile e inibizione dell'orgasmo), il sesso non protetto (solo il 35 per cento dei maschi usa il preservativo, preferendo ancora il coito interrotto), la dieta scorretta, la sedentarietà, lo stress, il dolore, la mancanza di sonno e l'abuso di tecnologia (il PC per i maschi e il cellulare per le femmine). Fra gli amici che aiutano l'intesa sessuale vi sono: i contraccettivi ormonali che, se da un lato annullano i pericoli di gravidanze indesiderate, dall'altro non proteggono dalle Mst, i farmaci per il desiderio, l'uso del preservativo (ancora poco diffuso), una sana alimentazione e lo sport. Lo sport educa al lavoro di squadra, alla rinuncia all'individualità, al rispetto di sé oltre a dare una buona forma fisica che incide nella sessualità. I giovani sportivi, infatti, sono quelli con maggior senso di responsabilità e percezione del rischio (usano di più la pillola e il preservativo, controllano maggiormente i propri istinti sessuali, hanno un maggior controllo del proprio fisico e quindi delle loro prestazioni sessuali).

Famiglia e scuola

Per concludere, s'impone la necessità di sensibilizzare i giovani e far capire che il viraggio verso stili di vita e comportamenti sani e responsabili può preservare la loro salute oltre che migliorare la loro vita sessuale. è un percorso che esige il coinvolgimento della scuola e dei genitori per avere successo. La famiglia, infatti, è il primo depositario dell'educazione affettiva ed è qui che deve iniziare un dialogo aperto con i ragazzi. Solo così si eviterà di porre l'attenzione all'aspetto meccanico del tema e si punterà anche all'aspetto affettivo, spesso trascurato.

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